Le Marche
Dolci colline con borghi in pietra e casali isolati. Intorno le macchie di colore della campagna: il giallo del grano, il verde intenso dei prati, quello argenteo degli olivi e il marrone caldo della terra arata. Le Marche devono il nome ai marchesati che gli imperatori del Sacro Romano Impero davano infeudo ai nobili: la Marca di Fano, la Marca di Camerino e la Marca di Ancona.
La forma è quella di un grosso quadrilatero, bordato a oriente dalle lunghe spiagge adriatiche, o interrotte solo dalle rocce bianche del promontorio di Monte Conero. Nove valli parallele formano strette pianure, chiuse dalle cime dell'Appennino Umbro-Marchigiano. Abitata nell'antichità dai Piceni e dai Galli Senoni, la regione ha conservato nelle città e nelle strade (la Via Flaminia e la Via Salaria) il ricordo di quando era il Picenum dei Romani. Nel Medioevo vide fiorire i liberi Comuni, da Ancona a Pesaro, da Macerata a Fano, che attraverso gli Statuti si diedero i primi ordinamenti municipali. Lungo le vie di pellegrinaggio che portavano a Roma, si formarono, nel XIII secolo, grandi comunità monastiche, alcune delle quali vivono ancora ai nostri giorni. Nel '400 si affermarono le Signorie, mentre il '600 vide il fiorire dello Stato Pontificio che inglobava buona parte della regione e che ha lasciato traccia nelle chiese, nelle piazze, nelle fortezze e centri. Una ricchezza che vanta oltre 1000 monumenti, 100 città d'arte, 234 musei, 200 chiese romaniche e gotiche, 163 santuari, 70 teatri, 7 parchi archeologi ci. Cifre impressionanti, se si considera la popolazione, di poco superiore al milione e mezzo di abitanti. Cui si devono aggiungere gli oltre 80.000 ettari tutelati da due parchi nazionali Ci Sibillini e i Monti della Laga), quattro parchi regionali (Monte Conero, Sasso Somone e Simoncello, San Bartolo e Gola della Rossa), due riserve naturali (Abbadia di Fiastra e Montagna di Torricchio) e 154 aree di interesse floristico. Un territorio quindi per tutti i gusti.
|